Tradizione dell'accoglienza nel Mani
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Mani, dove la filoxenia è ancora di casa


Nel penisola del Mani, in un paesaggio aspro, ma seducente, fatto di mare, sassi e poca vegetazione; in un luogo assolato e spopolato per la maggior parte, in cui il silenzio è sovrano, vi abita, quasi a dispetto di una natura tanto avara e inospitale,

gente estremamente generosa e conviviale, erede di quel sentimento di ospitalità sacra, appartenuto già ai micenei, che Omero spesso descrive nelle sue opere attraverso le gesta e i discorsi degli antichi eroi.

Secondo la vecchia religione, infatti, dietro l’ospite poteva celarsi la presenza della divinità e accoglierlo significava conquistarsi la sua benevolenza, mentre ignorarlo o respingerlo voleva dire rischiarne la collera e conseguenze negative.

Cosi nel Mani non è raro, ancora, ricevere l’invito a pranzo o a cena da chi, al primo incontro, vede in te un’anima sincera, degna di una disinteressata filia, quel sentimento di amicizia che si fonda sulla fiducia e sull’empatia.

filoxenia Tradizione dell'accoglienza nel Mani

Non serve parlare perfettamente la stessa lingua, basta qualche parola in inglese, qualcuna in greco o in italiano e tanta gestualità. Sono momenti di gioia tra persone aperte, abituate ad avere relazioni anche in un posto dove si possono contare non molte anime, impreziositi dal piacere del cibo e del bere. Ci si immerge, così, in un confronto culturale completo, incantati dai colori dei piatti preparati con cura che inondano la tavola, e se ne esce inebriati dai sapori delle pietanze e dalla forte gradazione alcolica dello tsipouro (si legge “zipuro”) con cui si pasteggia.

Al momento del congedo, poi, oltre al dono dell’ospitalità, quello da portar via, un simbolo per sottolineare l’onore ricevuto dalla nostra visita. Si va via, insomma, sazi di tutto, soprattutto di gentilezza e di spirito (naturalmente non mi riferisco allo tsipouro, che pure se ne beve in una certa quantità in compagnia), con il regalo più bello che è quello di un legame che ha tutte le caratteristiche per durare a lungo nel tempo.

Si riceve una bella lezione di civiltà, qui nel Mani, che, dal passato, superando i millenni, arriva sino ad oggi grazie al popolo di una delle regioni più periferiche della Grecia, le cui usanze hanno le radici in quella cultura greca pagana durata fin quasi agli albori dell’anno mille, oggi probabilmente destinate ad essere dimenticate con lo spopolamento, disperse nel mare di quelle nuove abitudini che accomunano ormai tutti gli uomini del globo terrestre.

Arrivarono all’adunanza e ai posti dei Pili,

dove Nestore sedeva coi figli, e intorno i compagni

preparavano il pasto, cuocevano carni e ne infilzavano altre.

Come videro gli ospiti, tutti corsero in folla,

tesero la mano e li invitarono a prendere posto.

Odissea, Omero, versi 31-35 libro III