Luoghi

Puglia-Canosa di Puglia, Canusium e Kanusion le città sovrapposte

Articolo pubblicato sul numero 26 del 2023 della rivista Amazing Puglia

A studiare la storia nei testi, seguendo l’evolversi dei fatti, ci si crea un’immagine astratta dello scorrere del tempo, come di una linea che segue una direzione orizzontale.

Se si osserva, invece, nella realtà, le tracce lasciate dall’uomo, il tempo sembra disegnare una linea verticale, particolarmente evidente in quelle città di origine antichissima che, rigenerandosi nei secoli, sono ancora vive.

Fra le città più antiche della Puglia c’è Canosa, e quella attuale occupa lo stesso spazio dell’antica, a cui si sovrappone in maniera   disinvolta con un’abitazione sull’altra, una via sull’altra, una storia sull’altra. L’antica poi, spesso ricopre, a sua volta, le tracce di una civiltà ancora più lontana. Così i canosini di oggi camminano, ormai consapevolmente, sopra una città di uomini vissuti millenni fa. Chissà a quale livello è iniziato tutto, e chissà di quanti piani è fatta questa incredibile città, simile a quelle invisibili di Italo Calvino. A metà della descrizione della città fantastica di Maurilia, infatti, si legge che:

” …talvolta città diverse si succedono sopra lo stesso suolo e sotto lo stesso nome, nascono e muoiono senza essersi conosciute, incomunicabili tra loro”

Ma Canosa di sotto è sempre pronta a spuntare fuori appena le si presenta l’occasione. Di Canusium e kanusion se ne trovano tracce ovunque, sotto i palazzi del centro e quelli di periferia, sotto il castello e sotto la ferrovia, sotto una piazza e sotto il teatro comunale, sotto le scuole e nelle campagne.

Domus Augustea

Succede allora che le fondamenta di un moderno condominio custodiscano, come un museo, un’intera domus del periodo augusteo con tanto di strada lastricata annessa.

Strada lastricata romana

Strada lastricata romana

Canosa di Puglia, Domus Romana

Domus romana di epoca Agustea

Si tratta della Domus romana di Montescupolo, uno dei sette colli su cui sorge Canosa di Puglia , proprio come Roma con la quale ha in comune anche la complessa stratificazione delle testimonianze storiche.
Di questa residenza si leggono molto bene gli ambienti costruiti intorno ad un atrio provvisto di impluvium, con i pavimenti in cocciopesto, che nel triclinium sono arricchiti anche da un mosaico, e le pareti coperte di pitture murali riferibili al IV stile.

Canosa di Puglia, Domus Romana

Canosa di Puglia, Domus Romana

Non fanno parte della residenza, ma sono riemersi nello stesso sito, i resti di un’abitazione dauna, e le buche di pali di capanne neolitiche, a livelli di poco differenti; più in profondità, invece, è stata ritrovata una tomba a grotticella del V secolo a. C.
Altri edifici custodiscono parti di terme romane o monumentali ipogei di epoca ellenistica appartenuti ai principi dauni, in cui pure sono state ritrovate tracce di decorazioni murarie fatte ad affresco o a rilievo nella roccia,

Canosa di Puglia, Ipogeo Ellenistico

Ipogeo del Cerbero

Canosa di Puglia, Ipogeo Ellenistico

mentre i loro ricchi corredi funerari costituiti da anfore, gioielli e armi, sono stati conservati in parte nei musei archeologici di Canosa, e in parte nei più prestigiosi musei italiani ed esteri quando non sono stati già trafugati da chi conosce Canosa meglio degli studiosi e degli enti di tutela, e non ha bisogno di fare pratiche burocratiche o aspettare fondi per cominciare gli scavi.

Gli ormai famosi tombaroli, su commissione di ricettatori e trafficanti internazionali, recuperano questi oggetti preziosi in breve tempo e col buio, per destinarli a gente facoltosa di tutto il mondo e a case d’asta senza scrupoli, limitando in questo modo la possibilità di ricostruzione dei periodi storici a cui risalgono sia i pezzi già  immessi sul mercato che i siti archeologici spogliati delle prove di quel modo di vivere.  La maggior parte dei monumenti più antichi di epoca dauna o romana rintracciati sotto gli edifici privati di Canosa di Puglia è stata resa fruibile, soprattutto negli ultimi decenni, grazie, sia agli interventi di restauro e conservazione sostenuti anche da privati cittadini, sia all’impegno costante delle associazioni come la Fondazione Archeologica Canosina che sono sempre disponibili ad accompagnare il visitatore in ognuno di questi luoghi altrimenti difficili da individuare e visitare.

Ipogei

E scendere negli ipogei dei principi dauni, a volte ancora non completamente esplorati, percorrerne il lungo dromos, per entrare nelle camere sepolcrali dove la luce si affievolisce fino a diventare buio, è un’esperienza forte, sembra quasi di intraprendere un viaggio immaginario nel misterioso mondo ultraterreno o nelle profondità dell’inconscio a toccare con mano le proprie paure.

Ipogeo Lagastra

Nonostante però siamo lontani da quelle civiltà qualche millennio e ci approcciamo a questi posti diversamente da chi li ha creati e utilizzati, l’atteggiamento di rispetto verso quella cultura e la conoscenza di quel linguaggio attraverso lo studio fatto da storici e archeologi, accorcia un po’ le distanze tra noi e i nostri   antenati, riuscendo quasi a vederli muoversi in questi ambienti, celebrare i loro riti, piangere o pregare.

Intanto nell’attesa che altri lavori di ordinaria manutenzione della città e dei suoi palazzi facciano riemergere altre testimonianze antiche, si potrebbe provare ad immaginare come sia potuto avvenire il passaggio da una Canosa di Puglia all’altra o come poter promuovere maggiormente, per scongiurare nuovi episodi di dispersione di materiale, una sensibilità alla tutela di questo patrimonio storico-artistico davvero consistente. A Canosa i monumenti di grande interesse non si trovano solo sottoterra, ma sono anche ben visibili alla luce del sole, come il ponte romano sull’ Ofanto, l’arco traianeo, il mausoleo Bagnoli, e gli altri edificati nei secoli successivi, non meno importanti, come la basilica di San Leucio, la cattedrale di San Sabino, il mausoleo di Boemondo.

Un patrimonio prezioso non solo per la conoscenza delle nostre radici, ma anche perché generatore di nuova cultura, attraverso studi, incontri, confronti, e fonte di una nuova economia capace di dare ulteriore vitalità a questa città. Si tratta di un’economia incentrata sul turismo, appunto, culturale, diverso da quello basato sullo sfruttamento dei litorali delle città costiere, a questo però complementare, per realizzare una visione politica economica territoriale più ampia, che confermarmi la nostra regione e la nostra provincia come ambita. meta di viaggio.  

Testi e Foto di Carmen Palmieri
Articolo pubblicato sul numero 26 del 2023 della rivista Amazing Puglia

Francesco Ricco

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