Etna – Dove il vino nasce tra fuoco, neve e mare

Arrivare sull’Etna non è un semplice spostamento. È un passaggio.
La strada sale e, curva dopo curva, il paesaggio si trasforma lentamente. Gli agrumeti delle pendici lasciano spazio a scenari sempre più alpini, fino ad arrivare alla dimensione quasi irreale e lunare della sommità.
La luce cambia, l’aria si fa più sottile, il silenzio man mano si sale è sempre più presente. Sotto i piedi la lava scricchiola, sopra la cima in inverno spesso è innevata. E poi, all’improvviso se si sale dal versante nord, lo Ionio, le mitiche Scilla e Cariddi, le Eolie, appaiono all’orizzonte, lontano.
Qui gli opposti convivono. Ed è da questa tensione che nasce un vino che non assomiglia a nessun altro vino siciliano.
Nerello Mascalese : grazia mediterranea

I vini in Sicilia spesso esprimono attraverso vini caldi, solari, generosi, quasi orizzontali, Il Nerello Mascalese, percorre una strada diversa. Non grida, non è espansione e opulenza non seduce subito. È un vino di trasparenza, di vibrante acidità di tensione, di attesa. Nel bicchiere si racconta attraverso profumi di frutti rossi, rosa appassita, ricca mineralità vulcanica, erbe aromatiche mediterranee, e infine quella classica nota salina.
Mare nel bicchiere
Anche quando non lo si vede, il mare è presente. Da nord, nelle giornate limpide, le Isole Eolie appaiono improvvise all’orizzonte come una rivelazione. È lo stesso mare solcato dai coloni Greci e dei miti antichi. Quello di Ulisse, una presenza lontana ma costante. Durante le calde e umide estati siciliane, le correnti marine risalgono le pendici del vulcano, e portano con sé una traccia salina che si ritrova nel vino come una vibrazione finale, sottile e persistente.
Nei vini dell’Etna questa impronta marina si intreccia con la mineralità vulcanica e con l’altitudine. Fuoco, terra e mare convivono nello stesso sorso. È forse qui che si manifesta uno dei paradossi più affascinanti del vulcano: un vino di montagna che sa di mare.

Vigne a piede franco: radici libere nella lava
Camminare tra le vigne dell’Etna è come attraversare un archivio vivente. Le radici di questa viticoltura sono antiche affondano nella viticultura greco-sicula della Magna Grecia, e l’alberello è la manifestazione più viva.

Molte di queste piante sono a piede franco, sopravvissute alla fillossera grazie ai terreni sabbiosi e vulcanici. Le viti sono basse, contorte, scolpite dal vento.
Qui il tempo non è un concetto astratto. Ha un corpo. Ha radici.
Ci sono vigne che hanno oltre 140 anni, piantate alla fine dell’Ottocento, quando la fillossera stava cancellando la viticoltura europea. Su questi suoli vulcanici sono sopravvissute senza innesti, ancora vive. I tronchi sono enormi, cavi, segnati come legno antico. Producono pochissimi grappoli, ma ogni acino distilla vini ricchi di storia e profondità.
Le radici scendono per metri, attraversano strati di lava antica, cercano acqua dove l’acqua non dovrebbe esserci. Da queste vigne nasce un vino persistente che si apre lentamente, come un racconto tramandato a voce.
Altitudine: salire per capire
Sull’Etna, soprattutto sul versante nord, il vino cambia metro dopo metro e contrada dopo contrada ed esprime il meglio. È qui, tra Linguaglossa, Solicchiata, Passopisciaro e Randazzo, che il Nerello Mascalese trova alcune delle sue espressioni più pure e riconoscibili.
A partire dai 500–600 metri, nelle aree più basse del versante nord, il vino conserva ancora un profilo relativamente accogliente, con frutto più evidente e una trama meno austera.
Salendo verso i 700–800 metri, nelle contrade storiche di Feudo di Mezzo, Calderara Sottana, San Lorenzo e Santo Spirito, la voce del vulcano si fa più nitida: il vino si tende, si assottiglia, la mineralità mescolata con la salinità del mare, diventa centrale. I suoli lavici antichi, spesso ricchissimi di pietra e sabbia vulcanica, danno vini verticali, precisi, capaci di grande profondità e longevità.
Oltre gli 800–900 metri, in contrade come Guardiola, Barbagalli, il paesaggio si fa essenziale. Qui il vento non dà tregua, le escursioni termiche sono marcate, gli inverni lunghi e la neve spesso copre i filari. I vini che nascono a queste altitudini sono austeri, profondi, costruiti più sulla tensione che sulla materia, vini che chiedono tempo e silenzio per essere compresi.
Su questo versante, l’altitudine non è solo un dato geografico: è una chiave di lettura.

Salvo Foti e la rinascita di una coscienza etnea
Se oggi l’Etna parla una lingua autentica, lo deve anche a chi ha scelto di ascoltarla prima che diventasse di moda.
Tra questi, il nome di Salvo Foti è centrale.
Enologo, vignaiolo, custode del paesaggio prima ancora che produttore, Foti ha restituito dignità a vigneti abbandonati, ha difeso l’alberello etneo, il piede franco, le contrade. Ha insegnato che sull’Etna non si deve cercare potenza, ma verità. Che il vino non va forzato, ma accompagnato.
La rinascita enologica degli ultimi decenni nasce anche da questa visione: meno intervento, più territorio; meno stile, più voce.
Bere l’Etna
Bere un Etna Rosso significa tenere insieme immagini lontane: il mare, il dialogo silenzioso tra Mascalese e Cappuccio, le radici di vigne che hanno visto passare più di un secolo,
il vulcano che respira. Non è un vino che accompagna il viaggio.
È il viaggio stesso.

Testo di Francesco Ricco
Foto di Francesco Ricco e Carmen Palmieri

5 commenti
Gina Gallo
Hello, we will be traveling in May as a party of 6 people. Looking for information and availability please.
Thank you,
Gina
admin
Hello Gina,
Nice to hear you. Wich kind of information do you need ? Should be a pleasure to help you.
Best regards
Francesco
La Voce dei Luoghi
admin
Dear Gina,
I can share my experience. As written on my profile I’m an Architect, but I’m also a wine enthusiast and sommelier, so I chose the wineries to visit and where to buy, as in my opinion they are the best, without relying on any organized tour.
I visited some by booking a visit, others I stopped by unannounced. As I wrote in the article, Nerello Mascalese expresses itself best along the northern slope of the volcano, more specifically in the municipalities of Linguaglossa, Solicchiata, Passopisciaro, and Randazzo.
In my opinion, these are the best wineries:
https://www.girolamorusso.it/
https://www.pietradolce.com/
https://www.icustodi.it/
https://www.graci.eu/
https://www.frankcornelissen.it/
https://debartolietna.it/
https://www.tenutaterrenere.com/
https://www.vinifranchetti.com/it/passopisciaro/
Of course, there are many more.
From Randazzo or Linguaglossa, you can easily reach the Piano Provenzana refuge, where, with authorized guides from the Etna National Park, you’ll reach the Summit Craters, first in 4×4 vehicles that take you up to 2,950 meters, and then by trekking to reach an altitude of 3,300 meters. If you decide to take this excursion to the craters, proper clothing is important.
I hope this has been helpful, and for any further information, don’t hesitate to contact me.
I hope you’ll follow us regularly and perhaps share our articles on your Facebook pages. We’re also on Instagram: lavocedeiluoghi.
P.S. Two new articles will be published soon on our impressions/history of the wonderful Aeolian Islands and the Excarchia neighborhood in Athens, Greece.
And if you decide to come to Puglia, don’t hesitate to contact me.
Sincerly yours
Francesco Ricco
David R Smith
What is the best way to immerse in Etna wine taste and culture for a couple, not youngsters, visiting the area at beginning of May with a day or two still uncommitted at this point.
Regards, David Smith
admin
Dear David,
First of all nice to hear you.
I can share my experience. As written on my profile I’m an Architect, but I’m also a wine enthusiast and sommelier, so I chose the wineries to visit and where to buy, as in my opinion they are the best, without relying on any organized tour.
I visited some by booking a visit, others I stopped by unannounced. As I wrote in the article, Nerello Mascalese expresses itself best along the northern slope of the volcano, more specifically in the municipalities of Linguaglossa, Solicchiata, Passopisciaro, and Randazzo.
In my opinion, these are the best wineries:
https://www.girolamorusso.it/
https://www.pietradolce.com/
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https://www.graci.eu/
https://www.frankcornelissen.it/
https://debartolietna.it/
https://www.tenutaterrenere.com/
https://www.vinifranchetti.com/it/passopisciaro/
Of course, there are many more.
From Randazzo or Linguaglossa, you can easily reach the Piano Provenzana refuge, where, with authorized guides from the Etna National Park, you’ll reach the Summit Craters, first in 4×4 vehicles that take you up to 2,950 meters, and then by trekking to reach an altitude of 3,300 meters. If you decide to take this excursion to the craters, proper clothing is important.
I hope this has been helpful, and for any further information, don’t hesitate to contact me.
I hope you’ll follow us regularly and perhaps share our articles on your Facebook pages. We’re also on Instagram: lavocedeiluoghi.
P.S. Two new articles will be published soon on our impressions/history of the wonderful Aeolian Islands and the Excarchia neighborhood in Athens, Greece.
And if you decide to come to Puglia, don’t hesitate to contact me.
Sincerly yours
Francesco Ricco